Ezio Giroli è un pittore semplice, che ha scelto di fare arte per passione. La sua vocazione per la pittura a olio è perfezionata non solo dall’applicazione del colore e dalla preparazione dei materiali, ma anche dallo studio dell’oggetto e dall’approfondimento delle tecniche. La brillantezza dei colori a olio, messi su tela con pennellate fresche e morbide, dona alle opere di Giroli una bellissima resa finale. Colori caldi e tenui, impastati sulle tavolozze, danno vita a nature morte, paesaggi, marine, mondine e, infine, pretini. Sono quest’ultimi, i soggetti  preferiti dal pittore, i ricordi del suo passato, di un’infanzia e un’adolescenza trascorsa in oratorio. I pretini, dipinti con una vena ironica e divertita, senza nessun intento provocatorio, si muovono liberi in vasti orizzonti sospesi tra il mistico e il grottesco, in una fusione tra il fantastico e il reale. Pretini rossi, neri e bianchi, dalle lunghe tuniche svolazzanti, sono immortalati dentro le mura o nel cortile della canonica, mentre si divertono a giocare a palla, con la scopa e con gli immancabili fazzoletti di carta, sotto un plumbeo cielo lombardo. Il vento dispettoso, la mitra del cardinale appesa, l’aquilone scarlatto che vola e il gioco “mosca cieca”, ci conducono in una dimensione artistica semplice ma di grande impatto, fatta di prospettiva, luce e sfumature.

Fin dall’inizio della sua carriera, Giroli, trova interesse nella realizzazione di paesaggi. Il pittore trasferisce sulle tele, con mano sciolta e decisa, l’eleganza e la ricercatezza del dettaglio messo in risalto dalla morbidezza dei contorni e dei colori. Giroli ama porre i suoi paesaggi lombardi ricoperti di neve sia come sfondo dei suoi quadri ma anche come soggetto esso stesso. In “Paesaggi Bianchi”, il paesaggio invernale viene messo in primo piano con pennellate di bianco, fluide ed uniformi, piene di luminosità e di purezza, in contrasto con il giallo ocra delle cascine e della natura stessa. Questo contesto artistico, grazie alla capacità comunicativa del pittore nel suscitare curiosità e senso di libertà a chi osserva, genera emozioni profonde ed intense. 

Emozioni che, diversi anni dopo, prendono vita nella raccolta “Con i piedi nell’acqua”. Con queste opere, Giroli, vuole dare un significato importante alla testimonianza dell’economia rurale tradizionale nelle risaie lombarde. Le mondine, assolute protagoniste, sono ritratte tutte uniformemente l’una vicina all’altra, con l’acqua fino alle caviglie, eseguendo lo stesso gesto, con la testa chinata nell’atto della raccolta del riso. Le file ordinate, inserite nel tipico paesaggio delle risaie lombarde, esaltano i colori dei vestiti delle donne caratterizzati da grandi cappelli colorati e da maglie larghe rimboccate fino al gomito, così da far risaltare le mani intente al duro lavoro. I campi sembrano non avere confini, ciuffi di colore verde accennano alle piante di riso, e all’orizzonte file di alberi e cascine fanno da cornice al quadro stesso. 

Grazie all’ispirazione artistica, Giroli, ci accompagna nella struttura e nell’anima delle sue opere. L’ispirazione, appunto, va cercata ed educata, attraverso l’osservazione e la fantasia, la stessa che si percepisce nei suoi ultimi dipinti “Le Marine”. Importante è per Giroli la scelta dei colori e come essi vengono stesi sulla tela: nei suoi quadri si alternano colori caldi e freddi, e si ripetono le stesse linee guida di luce, sfumature e contrasti. La brillantezza dei colori primari, come il rosso, il giallo e il blu, uniti a pennellate di bianco, creano vivacità e movimento, e gli accostamenti cromatici costringono a soffermare lo sguardo sulla tela per godere di tale bellezza; le barche in legno sono sempre in primo piano su spiagge deserte o in scorci di piccole foci, il mare in burrasca, di colore blu intenso, fa da sfondo ad infiniti orizzonti e il vento, che torna da protagonista, accarezza le barche, ormai stanche dopo un mare in tempesta, accompagnandole silenziosamente sulla terra ferma. Attraverso le sue opere, Giroli, ci mette davanti ad una dolce calma espressiva, una calma che prende ormai spunto dall’esperienza e dai percorsi intrapresi.