Dicono di lui
“I lombardi per bene sono fatti proprio come Ezio, lombardo arrivato forse per ironia del destino cestistico nel cuore e nei cuori del basket pesarese. Si sedette per la prima volta sulla panchina della Vuelle proprio l’anno dopo in cui da quella panchina mi ci ero alzato per l’ultima volta da giocatore. Quel viso serio ma non serioso che si illuminava in bei sorrisi partecipi, quella discrezione di chi sa cosa fare e soprattutto come lo deve fare, il parlare senza clamori, la passione dei pennelli, coi suoi chierichetti leggeri a sublimare i muscoli dei suoi amati giocatori. Una confidenza senza veli condivisa per decenni. Ora Ezio Giroli è giustamente consacrato per sempre nell’empireo dei nostri eroi del cuore.”
Franco Bertini
“Chi non mai giocato o allenato una squadra sportiva non può sapere quanto è prezioso un massaggiatore. Specialmente uno come Ezio Giroli che ci ha appena lasciato. Un uomo dolce fermo, saggio e geniale sia quando curava i muscoli e lo spirito dei suoi atleti, sia quando dipingeva i suoi pretini che restavano sempre allegri nel recinto della parrocchia, solo ogni tanto, guardavano oltre il muro di cinta e immaginando un’altra vita al di là di quello. Ezio ora ha passato quel muro come uno dei suoi pretini e quell’altra vita che aveva immaginato l’ha finalmente raggiunta”
Valerio Bianchini
“… Il mio pittore. Ho un bellissimo ricordo di lui”
Valerio Bianchini
“Grande Ezio, che ricordi…I pretini, le imprecazioni in dialetto, la “burbera” positività”
Sergio Scariolo
“Gli ho voluto bene, ci volevamo bene e ogni volta che ci si incontrava era un’abbraccio. Una persona semplice, vera, come non se ne incontrano più.”
Luca Ruggeri
“Devo essere sincero, ne ho combinate tante. I primi scherzi furono telefonici nella vecchia sede di Radio Città, complice Elio Giuliani…Per le risate sembrava di aver fatto ogni volta quattro ore di addominali, è famoso quello ad Aza Nikolic: gli stivaletti al pavimento, però non ho mai raccontato di quando – in occasione di una trasferta di Coppo a Mosca – fui illuminato durante una sosta in AutoGrill guardando l’espositore delle riviste: ne acquistai cinque pornografiche. Arrivati in aeroporto, mettemmo tutte le borse in fila davanti all’imbarco e ce ne andammo lasciando il massaggiatore Ezio Giroli a imbarcarle. In un suo momento di distrazione, aprii la valigia del medico sociale dell’epoca e vi infilai le riviste. Il militare iniziò la perquisizione e gli fece una sfilza di domande. Lui era sbiancato e in enorme difficoltà lo trattarono come se avesse due chili di cocaina! Intervenne San Cosmelli che, allungando due pezzi di carta verde (dollari) nelle mani di un militare, ottenne il sequestro delle riviste e il rilascio del dottore. Sarò sembrato poco serio, un giocherellone, ma credetemi: tutto era finalizzato alla formazione del gruppo”
Domenico Zampolini
“Ezio Giroli. Un artista prestato al basket. Un brontolone simpaticissimo che passava con estrema disinvoltura dalle fasce e le pomate, ai pennelli e alle tempere. Il BB king dello spogliatoio. Definirlo massaggiatore è riduttivo. Lui era un amico, un confidente, un compagno di merende ed un confessore. Per me è stato anche un barbiere, visto che più di una trasferta mi ha rasato. Manchi baby, manchi a tutti coloro che hanno avuto il piacere di conoscerti e di frequentarti. Un Abbraccio.”
Matteo Minelli


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